Caravaggio: vita e opere

Genio e sregolatezza è questo il modo migliore per descrivere la personalità di uno dei più grandi pittori italiani. Michelangelo Merisi, nacque a Caravaggio nel 1571 e fin da bambino sviluppò una grande passione per l’arte, tanto che la madre decise di appoggiarlo mandandolo in apprendistato da Simone Peterzano a Milano. All’età di vent’anni Michelangelo partirà per Roma, qui inizialmente troverà occupazione in una bottega dove verrà pagato per realizzare delle figure di sfondo.In quest’occasione potrà perfezionare la sua tecnica pittorica, al punto che diventerà molto preciso nella realizzazione delle nature morte. A questo periodo risalgono le sue prime opere, fra cui: “Fanciullo con canestro di frutta” e “Bacchino malato”.

Già in queste primi lavori sarà evidente l’importanza che Caravaggio attribuisce alla realtà, ritraendola così com’è e sopratutto senza il bisogno di idealizzarla. Questi dipinti gli permetteranno di essere notato dai grandi mecenati romani e in particolare dal Cardinale Del Monte, che da subito lo accoglierà nella sua “famiglia” e gli commissionerà svariate tele a tema musicale. In breve tempo la sua fama crescerà , tanto che riuscirà ad ottenere il suo primo incarico importante: si tratta di tre dipinti dedicati a San Matteo, i quali andranno inseriti nella cappella intitolata a San Luigi dei Francesi.

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“Vocazione di San Matteo” da Wikipedia
Grazie a questa esperienza avverrà una vera e propria svolta nella carriera  e nello stile personale del pittore, che da questo momento in poi sarà caratterizzato da immagini dirette, colori cupi, luci e ombre artificiali, ma sopratutto da un’esecuzione che avveniva prendendo esempio solamente da modelli in carne ed ossa. Ai primissimi anni del 1600 risalgono i più grandi capolavori caravaggeschi tutti accomunati dalla stupefacente abilità dell’artista di immortalare momenti ricchi di pathos ed emozione, come in “Sacrificio d’Isacco”, “Giuditta e Oloferne”, “Conversione di S.Paolo” e “Crocifissione di S.Pietro”.

Il successo del Merisi si estenderà sempre di più al punto che tra i nobili e ricchi romani diventerà una vera e propria moda possedere un Caravaggio originale. Di pari passo alla sua popolarità anche le querele nei suoi confronti continueranno ad aumentare, infatti sarà spesso accusato per aggressioni e violenza e nel 1606 durante una rissa colpirà mortalmente un suo rivale, questo lo costringerà a fuggire dalla città eterna. Gli ultimi anni della sua vita si divideranno tra Napoli, Malta, Siracusa e Messina. A Napoli tra il 1609 e il 1610 realizzerà “Davide con la testa di Golia” e come in molti altri casi il quadro contiene un suo autoritratto, in questa occasione però non si tratta di un personaggio secondario, ma proprio della testa sanguinante di Golia, che Davide regge per i capelli. Senza dubbio questa rappresentazione di sé esprime il dolore e la sofferenza che l’artista stava attraversando.

Caravaggio David Golia wikipedia.jpg
“Davide con la testa di Golia” da Wikipedia
Nel 1610 tenterà di ritornare a Roma, ma a Porto Ercole verrà arrestato per errore e vista la sua condizione di salute precaria sarà condotto in ospedale dove morirà a causa di malaria. Michelangelo Merisi grazie al suo spirito innovatore e alla sua innata abilità diventerà un importantissimo punto di riferimento non solo all’interno della tradizione pittorica, ma in tempi più recenti anche in ambito fotografico e cinematografico.

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