Jasper Johns

Jasper Johns nasce ad Augusta nel maggio del 1930 e già negli anni Cinquanta inizia ad affermarsi sulla scena artistica americana. Nel 1958 inaugura la sua prima mostra personale ed ottiene da subito un incredibile successo, tanto che le sue opere in quell’occasione andranno tutte vendute. Alcuni critici inizialmente applicarono alla sua arte l’etichetta di Neo-Dada, ma in realtà le sue opere non condividevano lo spirito anarchico della produzione dadaista. Ciò che invece lo legava a questo movimento, e al suo più grande esponente, Marcel Duchamp, era il gusto per l’ironia e l’ambiguità. Un altro punto in comune tra l’americano e il francese è l’utilizzo di diversi ordini di segni, a partire dal visivo e dal verbale fino al simbolico e all’indicale, inoltre in molti casi ama porre al centro dei suoi quadri figure dall’alta carica allegorica, come ad esempio la bandiera degli Stati Uniti d’America. Questo giovane artista grazie alle sue opere dona nuovi significati alle stelle e alle strisce americane, così da emblemi di una nazione diventano al tempo stesso opere d’arte d’avanguardia, oggetti e simboli quotidiani.

106.1973
“Flag”

Johns con le sue realizzazioni aprirà le porte a un nuovo modo di fare arte, basato sulla tradizione pittorica americana (in particolare sull’espressionismo astratto) e sul dadaismo, che si avvicinerà sempre di più alla Pop Art e al Minimalismo. Il pittore trova nell’encausto il suo medium perfetto, poiché grazie all’uso della cera è in grado di registrare alla perfezione ogni gesto e pennellata, oltre a ciò gli permette di incorporare nell’opera svariati materiali, come ad esempio la carta di giornale. Tutti questi accorgimenti permisero all’artista di intrappolare letteralmente le immagini nel supporto e perciò di creare dei veri e propri oggetti, anziché delle semplici rappresentazioni. Inoltre la stratificazione dei diversi materiali dà all’opera un senso del tempo che va ben al di là di quello utilizzato per la sola realizzazione. In conclusione Johns ha introdotto un’importante novità nella produzione artistica americana: ossia l’utilizzo della superficie pittorica come spazio dedicato alla ricezione dei segni (di diversa natura) e di conseguenza la creazione di un nuovo tipo d’estetica basata sulla passività anziché sull’azione, questa caratteristica diventerà un vero e proprio tratto di riconoscimento per molti artisti minimalisti e pop, fra i quali Andy Warhol.

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