Teatro – Museo Dalì

Salvador Dalì è senza dubbio uno degli artisti più conosciuti e controversi del Novecento: dotato di una grandissima personalità, fa del Surrealismo non solo la sua fede artistica, ma anche la sua stessa vita. Attraverso le grandi ambizioni, il carattere bizzarro e la sua vastissima produzione ha creato un universo stravagante ricco di enigmi, feticci ed allucinazioni: su tutto questo si basa il Teatro-Museo Dalì.
Il pittore sarà sempre molto legato alle sue origini, perciò deciderà di realizzare il suo museo personale nella sua città natale, ossia Figueres. Qui verranno utilizzate le rovine di un edificio preesistente, il vecchio teatro municipale, un posto che ha segnato l’infanzia dell’artista, ma anche la sua carriera, dato che è proprio fra queste mura che si è tenuta la sua primissima esposizione personale. Lo spettatore non appena mette piede all’interno di questa curiosa costruzione è invitato ad abbandonarsi completamente al richiamo surrealista e non a caso sul balcone principale si può osservare un palombaro, simbolo del viaggio-immersione che si è chiamati a compiere.

Uno degli ambienti più suggestivi è senza dubbio l’atrio principale, dominato da una grandiosa cupola in vetro, ospita due dei più famosi esempi di “immagine doppia”, ossia: il ritratto del presidente Lincoln e l’omaggio al torero Manolete. Dalì stesso parlando di queste opere le definisce dei “quadri paranoici allucinatori” capaci di causare un “delirio di interpretazione”. Adiacente all’atrio si trova il giardino, dove si può osservare l’imponente “Carro navale”, emblema del museo, poiché racchiude in sé idee, illusioni e ricordi del pittore. La base dell’opera è costituita dal cosiddetto “Taxi piovoso”, sul quale poggia una statua della Regina Ester collegata da delle catene ad un’alta torre di pneumatici sulla quale troneggia una vera e propria barca.

Uno degli spazi più famosi è senza dubbio quello dedicato all’attrice hollywoodiana Mae West, grazie al particolare salotto che è ospitato al suo interno e che ricalca il viso della diva. Inoltre la stanza è ricca di dettagli e riferimenti alla Pop Art, all’Iper-realismo americano e al Dadaismo. È invece simile ad uno scrigno la sala del tesoro, caratterizzata da pareti ricoperte interamente in velluto rosso, custodisce alcuni dei più grandi capolavori dell’artista, ad esempio “Cestino del pane”, “Lo spettro del Sex Appeal” e svariati ritratti di Gala. Le stanze accolgono buona parte della produzione del grande surrealista: dai quadri e dalle sculture fino agli oggetti meno usuali, come gioielli e mobili, ma vi sono anche svariate opere di altri artisti, fra i quali Ernest Meissonier, Marcel Duchamp e l’amico di Dalì, nonché l’attuale direttore, Antoni Pixtot.
Il Teatre-Museu, con tutte le sue più piccole sfaccettature può essere considerato un vero e proprio pezzo d’artista, al pari di qualsiasi altra creazione che contiene al suo interno.

 

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