Il mio viaggio nel Giardino dei Tarocchi

Avevo dodici anni quando visitai per la prima volta il Giardino dei Tarocchi e ricordo che per me entrare lì dentro fu un’esperienza ricca di emozioni. Ero stata trasportata in un mondo di fantasia senza il bisogno di chiudere gli occhi: c’erano delle statue enormi, sgargianti e luccicanti, tutto era meraviglioso, ma soprattutto reale, tanto che per molto tempo, anche dopo la visita, continuai a ripetermi che la mia casa dei sogni avrebbe dovuto essere proprio così.

L’estate scorsa, dopo aver sostenuto l’esame di storia dell’arte contemporanea, ho deciso di tornarci, ma con maggiore consapevolezza. Questa volta ero molto più ferrata: conoscevo bene i percorsi artistici di Niki de Saint Phalle e Jean Tinguely e inoltre avevo fatto delle piccole ricerche sui significati delle principali figure dei tarocchi, insomma mi sentivo davvero preparata per affrontare nuovamente questa esperienza, ma questa volta da “adulta”, con più attenzione, con più serietà. Ebbene entro convinta, con passo sicuro, pronta ad ispezionare ogni opera in tutti i suoi più piccoli dettagli, così terminata la salita iniziale alzai lo sguardo e vidi lì davanti a me la Papessa: grandissima, azzurrissima, brillantissima. Avete capito cos’è successo? Quei dieci anni che erano passati dall’ultima visita si erano polverizzati in un secondo e ancora una volta mi trovavo lì incantata da quei colossi e dai loro colori.

Niki de Sain Phalle ispirata dal Parque Guell di Gaudì e dal Bosco di Bomarzo, nel 1979 diede il via ai lavori per la costruzione del Giardino e solo diciassette anni dopo, nel 1996, riuscì a terminarlo assieme alla sua squadra. Dal 1998 il Giardino è ufficialmente aperto al pubblico. Come si intuisce dal nome l’artista ha dedicato l’intero giardino al tema dei tarocchi, e in particolare al cosiddetto gruppo degli arcani maggiori, ossia le carte dal significato più complesso. Ad accogliere gli avventori si trova un’enorme statua costituita dalla combinazione tra Mago e Papessa, non a caso queste due figure sono in ordine il primo e il secondo degli arcani maggiori, il Mago è simbolo di fantasia e trasformazione, mentre la Papessa rappresenta il dialogo tra mondo materiale e spirituale.

In questo modo Niki sembra suggerirci che il viaggio che ci attende andrà a scavare e plasmare la nostra interiorità. Dopo aver ammirato il Mago-Papessa e la sua fontana, inizierà il vero e proprio percorso all’interno del parco, il cui ingresso è costituito dal Sole, formato da un’arco blu sul quale si trova appollaiato l’uccello del fuoco, immagine presa in prestito dell’iconografia degli Indiani d’America e che non ricalca la tradizione figurativa dei tarocchi. Poi si troverà il Papa, realizzato interamente da Jean Tinguely seguendo la tecnica “skinny”, in questo stile sono state costruite anche altre figure all’interno del giardino: l’Eremita e l”Appeso, quest’ultimo si trova all’interno di quello che è chiamato l’albero della vita, i cui rami sono costituiti da delle serpi.

L’Appeso, grazie alla sua posizione capovolta, impersonifica la capacità di osservare il mondo da una diversa prospettiva, allo stesso modo il visitatore dovrà aprire i suoi orizzonti percettivi per meglio apprezzare i significati, nonché la bellezza del giardino. La giustizia, al contrario delle altre sculture non è decorata con tessere variopinte, ma bianche e nere, e al suo interno tiene imprigionata l’Ingiustizia, un’inquietante mecaniqués di Tinguely.

Proseguendo incontreremo l’Imperatore, o meglio la sua dimora: un loggiato circolare, abbellito da mosaici coloratissimi, che al suo interno ospita un cortile con al centro una fontana. Sulla passerella che percorre tutto il suo perimetro prende posto la Torre, fatta interamente di specchi e che rappresenta le costruzioni mentali troppo spesso frutto della mente umana. Accanto all’Imperatore troviamo chiaramente la sua consorte: l’Imperatrice. Al suo interno a sorpresa è custodita l’abitazione in cui è vissuta per alcuni periodi Niki de Saint Phalle durante i lavori, inoltre nel salotto, ai lati dell’entrata vi sono altre due piccole sculture: il Carro e il Giudizio.

Oltre alle grandi statue appena elencate, ce ne sono alcune di dimensioni decisamente più contenute, ma sempre appartenenti al gruppo degli arcani maggiori: la Scelta, la Ruota della Fortuna, la Forza, la Morte, la Temperanza, il Diavolo, la Stella, la Luna e il Mondo. Vi sono poi il Gatto, l’Oracolo ed il Profeta, i quali non fanno parte degli arcani e infatti prendono posto in una zona apparentemente distaccata rispetto al resto del parco.

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