La nascita della fotografia: dietro il successo di Daguerre

La fotografia nacque ufficialmente nel 7 gennaio del 1839 grazie ad un’invenzione dello scenografo e pittore Louis-Jacques-Mandé Daguerre. Ma qual è stato il percorso che ha condotto Daguerre a questa rivoluzionaria scoperta?
Innanzitutto alla base si trova un mezzo intrinsecamente collegato con il concetto di fotografico: la camera oscura. Le sue origini sono antichissime, Aristotele si avvaleva certamente di questo strumento, ma la prima testimonianza scritta che descrive il suo funzionamento risale al X secolo a.C., ed è attribuita all’astronomo arabo Al Hazen. Com’è facilmente intuibile la camera oscura inizialmente veniva utilizzata per studiare ed osservare i fenomeni naturali ed in particolare quelli legati alla sfera celeste. Nei secoli questo apparecchio ha subito un’incredibile evoluzione tecnica, le sue dimensioni si sono notevolmente ridotte, e all’altezza del suo piccolo forellino è stata inserita una lente convessa.

Camera oscura

Certo però che dall’invenzione della camera oscura a quella della fotografia sono passati un paio di millenni, se non di più, e perciò è necessario fare un bel salto in avanti, e più precisamente fino al 1816, anno in cui l’inventore Nicéphore Niépce iniziò a studiare alcune possibilità inedite della camera oscura. Dopo dieci intensi anni di osservazioni ed esperimenti riuscì ad ottenere un risultato soddisfacente, che battezzò con il nome di “eliografia”. Al 1826 quindi risale la prima rudimentale fotografia: “Vista dalla finestra a Gras”, nata “spontaneamente” dalla luce del sole, da qui il nome “eliografia”.

Nièpce però stranamente decide di non condividere le sue scoperte, forse non intuendone le potenzialità, ma pochi anni dopo l’inventore si imbatté in un uomo interessatissimo alle suoi studi, e questo individuo non è altro che il signor Daguerre, il quale riuscì astutamente a convincere Niépce a cedergli metà dei diritti sulle sue scoperte. Nel 1933 il vero inventore dell’eliografia morì e Daguerre riuscì facilmente a togliere il nome del socio da tutti i contratti.

Sarebbe sbagliato però pensare che Daguerre si sia solo impossessato in maniera illecita del lavoro di un altro uomo, Daguerre infatti ha riveduto il lavoro di Niépce e ne ha apportato delle importanti modifiche, che hanno effettivamente migliorato le qualità del prodotto, sostituendo il bitume di giudea e il peltro con lo ioduro d’argento e una lastra metallica. Nel 1839 grazie alla mediazione del politico e fisico Jean Dominique Arago, venne annunciata ufficialmente la nascita del Dagherrotipo. Il governo francese comprerà immediatamente i diritti del Dagherrotipo, ma nonostante questo Daguerre manterrà comunque un ruolo importante tenendo delle dimostrazioni pubbliche e dei corsi di formazione per l’utilizzo del suo apparecchio. Ben preso però l’entusiasmo iniziale per il dagherrotipo crollò drasticamente a causa dei suoi limiti, ossia: il costo abbastanza sostenuto e soprattutto la sua unicità e di conseguenza la sua impossibilità di riproduzione. Proprio per questo sarà velocemente rimpiazzato dalla “calotipia” dell’inglese William Henry Fox Talbot, di minore definizione ma facilmente duplicabile.

Macchina per dagherrotipi

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